saverio lombardi vallauri
metroquadro
sono un fotografo ordinato, amo gli angoli retti, la centralità, la simmetria; le mie composizioni raccontano il mio bisogno di certezze. metroquadro accoglie le mie ansie per un mondo troppo complesso e restituisce risposte sintetiche.

l'idea metroquadro è affiorata alla coscienza in un non - luogo, un momento imprecisato di qualche anno fa. attraverso il finestrino di un treno fermo da qualche parte per ignoti motivi i miei occhi sono stati assaliti da un colorato disordine di pietre lattine assorbenti giornali avanzi di panino cordini grattaevinci erba mozziconi fermacapelli biro rotte vetri rotti e tutto quello che ragionevolmente l'umanità porta con sé quando si sposta e poi consuma, scopre inutile, butta via da dove non dovrebbe (ne jetez aucun objet par la fenêtre - keine gegenstaende aus den fenster werfen..), dimentica di aver posseduto. agli altri non so, a me è sorta spontanea proprio questa domanda: ma quante schifezze ci stanno in un metro quadro?

le schifezze sono scomparse, lasciate indietro da un treno che ripartiva, il metro quadro è rimasto come un timido tarlo a rodere lentamente la corteccia della mia fantasia fino a quando non ho deciso che potevo provare a dargli almeno esistenza bidimensionale. con quattro barre metriche di legno di faggio ho costruito una cornice che fosse bella e funzionale, che rendesse evidente il concetto, l'ho appoggiata a un prato d'erba corta e invernale e il primo giorno del 2001 è nato metroquadro.

 
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